mercoledì 29 gennaio 2014

La nuova versione di Proitaca Family è online

Case in vendita e case in affitto, scopri gratis come acquistare o affittare la migliore, con la nuova versione di Proitaca Family.
Scopri prima quale casa ti darà più risparmio nella gestione.

Proitaca Family ti aiuta a stimare gratuitamente il valore ambientale e il risparmio economico potenziale, delle case in vendita, delle case in affitto o della tua attuale abitazione.

Perché è importante sapere se l'abitazione in cui vivo è sostenibile?
Più l'abitazione è sostenibile e più la qualità della tua vita e della tua comunità sono elevate.
Oltre a salvaguardare l'ambiente risparmiando risorse preziose e riducendo l'impatto delle emissioni nocive, risparmi denaro e tempo che puoi impiegare in attività diverse dalla gestione della casa o delle problematiche urbane legate al lavoro e alle attività quotidiane della tua famiglia, per la scuola, per gli approvvigionamenti, ecc.
La sostenibilità ambiantale aggiunge valore al tuo immobile.

Come funziona? 
Proitaca Family è la versione semplificata del software professionale Proitaca.org, utilizzato dai progettisti per la valutazione di sostenibilità ambientale degli edifici secondo il Protocollo ITACA.
Basta rispondere a poche e semplici domande, senza particolari tecnicismi, per sapere subito il punteggio dell'edificio.

Ma valuta il mio comportamento in casa?
Un comportamento sostenibile è auspicabile e può farti risparmiare molti soldi.
Proitaca Family, a differenza di tanti altri strumenti di valutazione, non esprime valutazioni sul comportamento o sulle abitudini quotidiane della tua famiglia nell'uso corretto di risorse come l'energia o l'acqua potabile, ma valuta le prestazioni ambientali dell'edificio indipendentemente da chi lo utilizza.

Che indicazioni mi fornisce?
Il software restituisce il Rapporto di Sostenibilità Ambientale dell'edificio che contiene:
- la performance di sostenibilità globale
- il Risparmio Teorico Medio Annuo che potresti ottenere utilizzando quell'abitazione 
- la performarce di sostenibilità per aree di valutazione
- la performarce di sostenibilità delle singole componenti dell'abitazione
- le buone pratiche per migliorare il punteggio e il risparmio

Scopri subito la casa migliore!



Leggi le pillole di sostenibilità...
Pillola n.3 - Energia elettrica da fotovoltaico
Pillola n.2 - Risparmio delle case verdi
Pillola n.1 - Redditività delle case verdi





Guida al Protocollo ITACA la prima guida al Protocollo ITACA spiegato per immagini.

Proitaca.com e Proitaca.org rappresentano il primo software online per il Protocollo ITACA, utile per la valutazione di sostenibilità energetico-ambientale.
È possibile analizzare il progetto edilizio ed effettuare il calcolo online per il risparmio energetico, il consumo di acqua potabile, le emissioni di CO2, l'illuminazione naturale, i materiali edili rinnovabili per l’edificio sostenibile.
Il Protocollo ITACA permette di stimare il livello di qualità ambientale di un edificio in fase di progetto, misurandone la prestazione.
Il software Proitaca Family è la versione semplificata del software professionale Proitaca.org, utilizzato dai progettisti per la valutazione di sostenibilità ambientale degli edifici secondo il Protocollo ITACA.
- Proitaca Family è un progetto gratuito che aiuta le famiglie, compresa la tua, a valutare in modo semplice, senza che tu possieda conoscenze tecniche, la sostenibilità ambientale della tua casa, della tua abitazione, del tuo appartamento o del tuo edificio in ambito residenziale.
- Proitaca Family non esprime valutazioni sul comportamento o sulle abitudini quotidiane della tua famiglia nell'uso corretto di risorse come l'energia o l'acqua potabile, ma valuta le prestazioni ambientali del tuo edificio  indipendentemente da chi lo utilizza.
- See more at: http://proitaca.blogspot.it/2014/01/La-nuova-versione-di-Proitaca-Family-e-online.html#sthash.4O15k0Gh.dpuf

Srl Semplificata Unipersonale: la Srls con un solo socio

Come costituire e avviare una Srl semplificata con un solo socio: nuova disciplina, costi, statuto, possibilità di trasformazione in Start-up innovativa in deroga aspecifici requisiti.

Srl semplificate: anche unipersonali
La Legge 99/2013 ha semplificato la disciplina sulle società a responsabilità limitata semplificata  (art. 2463-bis c.c. – introdotto dall’art. 3 D.L. 1/12, conv. con L. 27/12 – modificato dall’art. 9, c. 13, D.L. 76/13): con la nuova formulazione, da giugno 2013 possono costituire una Srls le persone fisiche di ogni età, con capitale sociale minimo di un euro e fino a massimo 10mila (che è invece la quota minima per la Srl tradizionale), a partire dal modello di Statuto standard che, almeno in termini di clausole minime essenziali, «non può essere oggetto di modifiche».

Srl Unipersonale

La Srl semplificata (Srls) richiede la sottoscrizione di un contratto o atto pubblico, che può essere anche unilaterale. Di fatto, è possibile costituire anche una Srl semplificataunipersonale, cioè costituita da un solo socio. Tra l’altro con la nota n. 164029 dell’8 ottobre 2013, segnaliamo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha di recente espresso parere positivo sulla trasformazione di una Srl Unipersonale in Startup Innovativa.

Spese di costituzione

Non sono dovuti diritti notarili per la redazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione al registro delle imprese, anche se il notaio deve comunque verificare i requisiti dei soci e iscrivere l’atto nel registro. Esenti da diritto di bollo e di segreteria, le Srls devono invece versare imposta di registro (168 euro) e diritto annuale.

Statuto Srls

L’atto costitutivo stesso deve essere pubblico, conforme al Modello Standard (clicca per scaricarlo) tipizzato – contenuto nel DM 138/12, in G.U. 189 del 14.08.2012 – e prevedere informazioni imprescindibili:
  • anagrafica di ciascun socio;
  • denominazione sociale con indicazione di Srl semplificata;
  • comune in cui è localizzata la sede societaria (ed eventuali sede secondarie);
  • ammontare del capitale sociale (di almeno € 1,00 e inferiore a € 10.000,00) sottoscritto e interamente versato con conferimento in denaro all’organo amministrativo alla data della costituzione, con conferimento in denaro ;
  • attività oggetto sociale, come da art. 2463, co. 2, n. 3), c.c.);
  • quota di partecipazione di ogni socio, come da art. 2463, co. 2, n. 6), c.c.;
  • norme su funzionamento della società, amministrazione e rappresentanza, come da art. 2463, co. 2, n. 7), c.c.;
  • elenco affidatari dell’amministrazione societaria ed eventuale incaricato della revisione legale dei conti, come da art. 2463, co. 2, n. 8, c.c.;
  • luogo e data di sottoscrizione dell’atto.
Le eventuali modifiche allo Statuto rispetto al modello tipizzato devono rispondere a specifici esigenze, chiarite dal MiSE con la nota n. 6404  del 15 gennaio 2014.

Requisiti semplificati

La nuova norma ha rimosso gli obblighi legati all’età dei soci e dell’amministratore della società. Con l’art. 9, co. 13, lett. b) del D.L. 28 giugno 2013, n. 76 quest’obbligo è stato abrogato ed è ora possibile affidare l’Srls anche a soggetti esterni alla compagine sociale. In pratica, l’amministratore può essere una o più persone, anche diverse dai soci.

venerdì 24 gennaio 2014

A Milano il 40% delle caldaie ispezionate non è in regola
In calo l'attenzione dei cittadini per la manutenzione. Rilevate difformità in particolare sugli indici di fumosità e l'aerazione dei locali
Venerdì 24 Gennaio 2014
Stampa o crea un PDF dell'articolo
AMilano circa il 40% delle caldaie ispezionate è fuorilegge: il dato è emerso nell'ambito della campagna lanciata dal Comune per il controllo degli impianti termici, attualmente in corso e affidata ad Amat (Agenzia Mobilità Ambiente Territorio).
La campagna prevede l’effettuazione di 12.645 ispezioni su impianti e centrali termiche, che corrisponde a un obiettivo superiore del 25% alla media effettuata per stagione negli anni precedenti: per la prima volta, infatti, si è preso in considerazione un campione superiore al valore minimo previsto dalla legge (5%).
Non conformi il 40% degli impianti ispezionati
Al 31 dicembre 2013 risultano concluse 7.200 ispezioni (la prima fase ha riguardato gliimpianti autonomi, <35kW) in tutte le 9 Zone di decentramento di Milano. Gli impianti che a seguito dell’ispezione ad oggi sono stati ritenuti non conformi rispetto alla normativa di riferimento (in materia di inquinamento atmosferico, efficienza energetica e sicurezza domestica) sono circa il 40%: le difformità riguardano soprattutto manutenzione e gestione degli impianti di riscaldamento, in particolare gli indici di fumosità e le condizioni di aerazione dei locali. Il 40% rilevato è una percentuale da considerarsi indicativa, poiché lo stato manutentivo degli impianti presenta diversità a seconda delle Zone e l’avanzamento delle attività della Campagna non è uniforme sul territorio: in alcune aree della città, infatti, lo stato di avanzamento è più consistente (è il caso delle Zone 6, 7 e 8).
Sequestrati 20 impianti
In circa una ventina di casi sono state rilevate condizioni di imminente pericolo per la sicurezza domestica, e si è dovuto intervenire d’urgenza con il sequestro dell’impianto di riscaldamento in collaborazione con la Polizia locale.
“Il lavoro di monitoraggio che stiamo facendo ha evidenziato un dato preoccupante - osserva l’assessore alla Mobilità e Ambiente, Pierfrancesco Maran - In un momento di crisi economica, c’è un evidente deterioramento dell’attenzione alla manutenzione. Il 40 per cento delle caldaie non è a norma e in una ventina di casi la polizia locale ha disposto il sequestro per impianti molto pericolosi”. Il calo di attenzione per la manutenzione delle caldaie è da attribuire anche ai costi dei manutentori, giudicati elevati (circa 100 euro l'anno) e gravosi nell'attuale momento economico di crisi.
Gli impianti di riscaldamento a Milano sono circa 158.000, di cui 131.400 caldaie murali a gas e 26.653 centrali termiche, alimentate prevalentemente a gasolio e a gas. A partire dal 2013 il Comune di Milano ha avviato gli Sportelli Energia, nuove strutture attive presso i nove Consigli di Zona, che rispondono ai cittadini sui temi dell’efficienza energetica e aiutano a orientare le scelte verso il risparmio energetico e la riqualificazione dell’edilizia esistente.

giovedì 9 gennaio 2014

Caldaie, dal MISE chiarimenti sui requisiti per lo scarico a parete
Quelle installate dopo il 31 agosto 2013 devono appartenere alla classe 4 o 5 secondo la classificazione di cui alle norme UNI EN 297, 483 e 15502
Mercoledì 8 Gennaio 2014
Stampa o crea un PDF dell'articolo
Con una nota del 18 dicembre 2013, il Ministero dello Sviluppo economico ha chiarito, in risposta a un quesito posto, qual è la tipologia dei generatori di calore che possono essere installati in deroga all’obbligo di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto.
Il Mise precisa che è consentito derogare da quanto previsto all'articolo 5, comma 9 del D.P.R. n. 412 del 1993, nei casi previsti dal comma 9-bis dello stesso articolo. In tali casi, ai sensi del comma 9-ter dell'articolo 5 del D.P.R. n. 412 del 1993, i generatori di calore installati successivamente alla data del 31 agosto 2013 devono rispettare quanto di seguito indicato:
- possedere un rendimento termico utile maggiore o uguale a 90+2log (Pn), in corrispondenza di un carico termico pari al 100% della potenza termica utile nominale;
- appartenere alla classe 4 o alla classe 5 secondo la classificazione relativa alle emissioni di NOx indicata dalla norma UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502.
La nota del Mise fa dunque chiarezza sulle caratteristiche che devono possedere igeneratori di calore per lo scarico a parete. In merito, osserva la Cna Installazione Impianti, erano proliferate “interpretazioni distorsive e forzate del comma 9 ter dell’art 17 bis della legge n. 90 del 3 agosto 2013, tendenti a spingere verso l’obbligo d’installazione di caldaie a condensazione, senza che il succitato articolo si esprima in tal senso”.
Pompe di calore geotermiche, geologi: “Semplificare le regole e via gli ostacoli agli investimenti”
Gli attuali strumenti di sostegno sono inadeguati e la giungla delle regole regionali non aiuta lo sviluppo del settore
Mercoledì 8 Gennaio 2014
Stampa o crea un PDF dell'articolo
In Italia il mercato delle pompe di calore, nonostante la crescita, è ancora ostacolato da strumenti di sostegno inadeguati.
Lo evidenzia il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano,in una nota che riportiamo di seguito.
L'Italia produce sempre più energia dalle rinnovabili, settore al quale appartiene la geotermia. Dal 2000 ad oggi ben 47,4 TWh da fonti rinnovabili (solare fotovoltaico, solare termico, idroelettrico, geotermia ad alta e bassa entalpia, impianti a biomasse e biogas) si sono aggiunti al contributo dei vecchi impianti idroelettrici. Il bilancio energetico italiano dipende sempre meno dall’estero e diventa più pulito e moderno, avvicinando la produzione alla domanda di energia di famiglie e di imprese. Positive le ricadute occupazionali con 120.000 nuovi occupati nel solo inizio 2012 . Oggi sono più di 600 mila in Italia gli impianti da fonti rinnovabili, progressivamente diffusi nei comuni grandi e piccoli.
Graziano ricorda chegli impianti termici ed elettrici sono ormai diffusi nel 98% dei Comuni italiani e costituiscono un articolato sistema di generazione sempre più distribuita; nel 2012 esso ha garantito il 28,2% dei consumi elettrici e il 13% di quelli complessivi del nostro Paese. La crescita della produzione rinnovabile ha permesso di sostituire quella da impianti termoelettrici, di certo più inquinanti e che emettono gas serra, che è calata di 61TWh tra il 2007 e il 2012, permettendo di diminuire le importazioni di petrolio e di gas e di ridurre le emissioni di CO2, con vantaggi per il clima e per l'ambiente. Una crescita dell’uso razionale dell’energia e del riciclo, grazie alla disponibilità di elevate capacità tecnologiche e professionali di alto livello, significa che il Paese è in grado di darsi una prospettiva di sviluppo e di affiancare le rinnovabili ai settori industriali di più antiche e consolidate tradizioni.
Eccellenza italiana
Il presidente dei geologi sottolinea cheLa geotermia ancora oggi è un’eccellenza tutta italiana con un know how che non deve essere disperso. In Italia, lungo la strada che dalla piana di Grosseto conduce a Volterra, il 20 agosto del 1913 nacque la prima centrale al mondo che sfruttava il calore della Terra e fu un giovane commerciante francese, Francois de Lardarel, che ne intuì le capacità industriali. La centrale, nel 1944 con vari ampliamenti raggiunse i 127 megawatt di potenza.
La geotermia a bassa entalpia a pompa di calore, ad esempio, è la tecnologia a più alta efficienza tra le rinnovabili e che in Europa rappresenta il presente, ma anche il futuro del rinnovabile termico, soprattutto nel comparto residenziale. L'Italia deve sapere programmare questo sviluppo, con misure di fiscalità ecologica, investimenti per la difesa del suolo, per la realizzazione di infrastrutture verdi e per la salvaguardia delle acque, misure per l'efficienza ed il risparmio energetico, per il riciclo ed il recupero dei rifiuti, per la rigenerazione urbana e per l'agricoltura di qualità.
Eliminare gli ostacoli agli investimenti in pompe di calore geotermiche
Il mercato delle pompe di calore, nonostante la crescita, in Italia è tuttavia ancora ostacolato da strumenti di sostegno evidentemente non adeguati. Occorre adottare una politica lungimirante, che aumenti l'efficienza dell'energia pulita e gli occupati nel settore geotermico. Da più parti si afferma con certezza che le pompe di calore geotermico svolgeranno un ruolo chiave per il conseguimento dei target del Pacchetto Clima per il 2020, con proiezioni che danno il potenziale delle pompe di calore persino superiore agli obiettivi del Piano di Azione Nazionale (PAN) per le energie rinnovabili. Se gli obiettivi nazionali 2020 dovessero essere raggiunti si stima che le pompe di calore saranno responsabili del 30% dello sforzo aggiuntivo per il consumo di rinnovabili termiche e del 14% della riduzione di consumo di energia.
Occorre semplificare le regole per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili. Per il geotermico la variegata situazione dei diversi regolamenti autorizzativi delle Regioni non fa che complicare le cose. Serve insomma una politica energetica non solo forte e decisa, ma che si rivolga finalmente con decisione alle pompe di calore geotermico, perché esse rappresentano per l'Italia una grande occasione per il rilancio dell'economia.

venerdì 3 gennaio 2014

Legge di Stabilità in Gazzetta Ufficiale: l’A,B,C

Numerose le novità della Legge di Stabilità 2014: ecco quelle che toccano da vicino imprese e professionisti.

Legge di Stabilità 2014: pubblicata in G.U.
Pubblicata nel supplemento ordinario n. 87 della Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 27 dicembre 2013 la Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”). Con l’approvazione del provvedimento entrano in vigore numerose novità, dal fondo per la riduzione del cuneo fiscale alle nuove scadenze per la mini IMU, alla Web Tax, alla rivalutazione delle pensioni (95% per gli assegni tra 1.500 e 2.000 euro) alla nuova salvaguardia per 17 mila esodati, alla sanatoria per i contenziosi sui canoni del demanio marittimo e la possibilità di costruire nuovi stadi ma senza la realizzazione di complessi edilizi.

Le misure

Fondo taglia cuneo. Il fondo per la riduzione del cuneo fiscale che e andrà a vantaggio sia delle imprese, sotto forma di deduzioni IRAP, che dei lavoratori, sotto forma di detrazioni IRPEF, verrà finanziato dai risparmi della Spending Review e dalle maggiori entrate della lotta, allo stop al pagamento in contanti per gli affitti, ma anche da alcune misure una tantum, come un eventuale rientro di capitali in Italia.
Mini IMU. Confermato lo slittamento del versamento della mini IMU dal 16 al 24 gennaio, in più niente sanzioni e interessi nel caso si siano commessi errori nel pagamento della seconda rata IMU dello scorso 16 dicembre.
Web Tax. Novità anche sul fronte della Web Tax: l’obbligo della partita IVA italiana viene eliminato per le operazioni di commercio elettronico, ma confermato per gli acquisti di spazi pubblicitari online e per il diritto d’autore.
Esodati. Via libera per la salvaguardia per altri 17 mila lavoratori esodati, penalizzati dalla Riforma delle Pensioni Fornero, misura per la quale sono stati stanziati 950 milioni di euro nel periodo 2014-2020, risorse che derivano dall’aumento dei contributi INPS dei lavoratori autonomi.
Cartelle Equitalia. Per quanto riguarda la sanatoria per le cartelle emesse da Equitaliafino al 31 ottobre 2013, vengono eliminati gli interessi ma l’importo dovuto va versato in un’unica soluzione entro il 28 febbraio.
Contratti Solidarietà. Cinquanta milioni di euro vengono destinati per il 2014 all’aumento del 10% (dal 60% al 70%) dell’ammontare del trattamento di integrazione salariale per icontratti di solidarietà. Prende inoltre il via il nuovo fondo per le politiche attive del a lavoro, per il quale sono stati stanziati 55 milioni nel triennio 2014-2016.
Lavoratori frontalieri. La franchigia per il reddito dei lavoratori frontalieri concorrerà dal 1° gennaio 2014 a formare il reddito complessivo per l’importo eccedente 6.700 euro.
Incentivi alle imprese. Vengono prorogati gli incentivi alle imprese in crisi, gli incentivi al fotovoltaico vengono estesi agli impianti che entrano in esercizio nel 2013 e vengono stanziati 5 milioni di euro sia per il 2014 che per il 2015 al sostegno delle imprese che si uniscono in Associazione temporanea di imprese (Ati), o Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti).
Fondo di garanzia per le PMI. Viene finanziato dai proventi del contributo di solidarietà sui vitalizi degli eletti.
Imposta di bollo. Niente imposta sulle comunicazioni finanziarie che riguardano azioni, Btp, fondi, polizze, conti di deposito per giacenze medie sotto i 17 mila euro.
Bilancio INPS. Per evitare che la fusione con l’INPDAP vada ad incidere negativamente sul bilancio dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è stato stabilito un intervento tecnico contabile che consenta di assorbire il passivo.
Capacity Payment. Per quanto riguarda il meccanismo del Capacity Payment, che va a favore delle energie termoelettriche ma mette a rischio il futuro delle Rinnovabili, il Ministero dello Sviluppo Economico stabilirà condizioni e modalità per un sistema con adeguati servizi di flessibilità, come proposto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG).