
lunedì 30 settembre 2013
giovedì 19 settembre 2013
L’era dei sistemi di accumulo è arrivata

Accumulo per le rinnovabili ma non solo.
Questa la sintesi del rapporto “Residential Electrical Storage Systems” redatto da Anie in collaborazione con Business Integrator Partners, nel quale per la prima volta si analizzano le potenzialità dei sistemi d’accumulo domestici nel nostro paese di cui abbiamo datonotizia ieri. «Si tratta di un mercato che sta nascendo in questi anni e per il quale non esiste alcuna esperienza dalla quale attingere, ne sul fronte delle dinamiche di mercato, tantomeno dal punta di vista normativo. – ha detto Nicola Cosciani, Presidente del gruppo sistemi d’accumulo Anie-Energia – E anche per questo motivo il nostro Paese oggi è all’avanguardia, al contrario della situazione che riguarda il fotovoltaico».
Lo studio si è concentrato su quelli che sono i benefici per il sistema e per l’utente finale senza soffermarsi troppo sul “costo” dei sistemi d’accumulo anche, se per via indiretta una cifra siamo riusciti ad averla: 3 kWp d’impianto fotovoltaico con 7 kW d’accumulo hanno oggi un costo compreso tra i 10 e 15mila euro. Ma lo scopo del report non è questo, bensì quello di quantificare i vantaggi, diretti e indiretti, dei sistemi d’accumulo, al fine, probabilmente, di “accompagnare” i decisori politici verso azioni d’incentivazione che consentano al settore di decollare, come del resto sta accadendo in Germania e California.
Gli scenari presi in esame per analizzare il fenomeno sono due. Il primo con una penetrazione del 5% sul totale dei 25 milioni di utenti domestici prevede la realizzazione di 1,25 milioni di impianti fotovoltaici con accumulo e produrrebbe 117 milioni di euro l’anno di benefici per il sistema elettrico e 90 euro l’anno per ogni installazione, cifra che è aggiuntiva ai benefici del fotovoltaico. la situazione cambia se si passa a 5 milioni d’installazioni, pari a una penetrazione del 20%. In questa ipotesi i benefici per il sistema salgono a 538 milioni di euro l’anno e quelli per l’utente a 110 euro. E sui benefici per il sistema si apre la questione di cosa farne. Le strade potrebbero essere due: la riduzione delle bollette o il ribaltamento dei vantaggi in incentivi. E la seconda sarebbe quella migliore in presenza di una seria politica industriale.
Un meccanismo di rotazione incrementale, per esempio, consentirebbe lo sviluppo del mercato sia per l’accumulo, sia per il fotovoltaico con benefici per tutta le filiera che, sia ben chiaro, a oggi per l’accumulo è tutta italiana. Il rapporto di Anie, infatti, evidenza anche una serie di vantaggi non stimabili in maniera dettagliata a livello economico, ma di sicuro positivi. A una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili con accumulo, infatti, corrisponderebbe una crescita dell’occupazione nelle due filiere, con uno sviluppo anche della vendita di elettrodomestici “energivori” come asciugatrici e piastre a induzione per la cottura, senza modifiche contrattuali e oneri aggiunti per quanto riguarda la fornitura dalla rete. Oltre a ciò si può ipotizzare una crescita nel settore della mobilità elettrica, utilizzando l’accumulo per la ricarica. Si tratta di vantaggi che, oltretutto, avrebbero ricadute positive anche per lo Stato, con una crescita del gettito Iva, Irpef e contributivo che non rappresenta una partita di giro, poichè il flusso proviene dalle bollette. La classica azione “Win-Win” che si è già vista con l’incentivazione del 55% per l’efficienza energetica.
E se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che Anie prevede un calo dei prezzi delle batterie del 50% al massimo entro 5 anni e GTM Research un abbassamento dei prezzi dei pannelli fotovoltaici dai 50 centesimi di dollaro per Watt a 36 nel 2017, si capisce bene perché Germania e California abbiano messo sul piatto incentivi in conto capitale.
E quella sull’accumulo da rinnovabili, oltretutto, è una tecnologia matura che non necessita di sperimentazioni in quanto gli accumulatori al sodio e al litiopossiedono performance dieci volte maggiori rispetto a quelli al piombo, poiché hanno una vita utile di 5.000 cicli di ricarica, mentre sono aperti filoni di ricerca circa la stabilizzazione delle prestazioni e l’abbattimento dei costi.
Insomma il report di Anie sembra dirci che stiamo entrando nell’era dell’accumuloanche se c’è sempre da verificare quale sarà la reazione dei produttori da energia fossile, specialmente quelli che utilizzano i cicli combinati e che oggi vorrebbero gli oneri di sistema sull’autoconsumo. Questi soggetti reagirebbero di sicuro male se ai sistemi fotovoltaici dotati d’accumulo fosse consentito, e oggi non lo è, l’immissione in rete dell’elettricità, una volta raggiunta la massima capacità d’immagazzinamento. Insomma è probabile che dopo il fotovoltaico il prossimo “nemico” sia proprio l’accumulo.
martedì 17 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
giovedì 12 settembre 2013
Efficienza fino al doppio con riscaldamento in pompa di calore rispetto alle caldaie tradizionali
POMPA DI CALORE ARIA/ACQUA FUOOCO PER CALDAIA GAS/GPL
Daikin ROTEX ha calcolato con lo strumento di comparazione presente sul suo sito, EcoCalculator, quanto sia possibile risparmiare e incrementare lefficienza energetica tramite luso di sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria a pompa di calore, in sostituzione di quelli tradizionali. Il confronto diretto tra i due sistemi mostra che le pompe di calore hanno unefficienza superiore del 140&, il doppio delle vecchie caldaie.
- I costi crescenti dei combustibili fossili spingono sempre più persone a ricercare sistemi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria più convenienti e altamente efficienti, alternativi a quelli tradizionali. Il problema è particolarmente sentito da chi ancora utilizza vecchie caldaie a gasolio o a gas gpl che, con efficienze molto basse, arrivano a disperdere fino al 30% dellenergia prodotta durante la combustione.
- Si spendono quindi tanti soldi per il funzionamento della caldaia e solo il 70% viene effettivamente utilizzato per il riscaldamento. In questo contesto, le pompe di calore si stanno sempre più distinguendo come alternativa ideale per una maggiore efficienza e un taglio significativo dei costi della bolletta energetica.
- I sistemi in pompa di calore di Daikin, Rotex HPSU, sono in grado di produrre acqua calda fino a 80°C: una soluzione per la riqualificazione energetica di singole abitazioni o condomini riscaldati con terminali ad alta temperatura, come i tradizionali radiatori. Questi prodotti della linea Rotex raggiungono valori di prestazione stagionale superiori a 3. In una comparazione diretta con i sistemi a combustione, lefficienza è superiore al 140%, il doppio rispetto alla vecchia caldaia.
- Con terminali a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento, i vantaggi sono ancora superiori. I sistemi sviluppati da Daikin per questa applicazione raggiungono un valore di prestazione COP stagionale anche pari a 4, equivalente a unefficienza del 180% calcolata sul consumo di energia primaria, con un utilizzo superiore al 40% di energia rinnovabile (laria in ambiente), quindi a costo zero.
- I sistemi Rotex HPSU non utilizzano alcun combustibile fossile, perciò non danno luogo a emissioni dirette di CO2 o di altri inquinanti; non necessitano di canna fumaria né di particolari sistemi di areazione e possono essere posizionati in qualsiasi ambiente domestico.
- Tutti i collegamenti idraulici sono installati all'interno delledificio, in questo modo è possibile garantire il riscaldamento anche con temperature esterne fino a -20°C, senza problemi di congelamento dellacqua.
Sostituendo la vecchia caldaia con questi sistemi, è possibile usufruire delle detrazioni fiscali previste per interventi di risparmio energetico sugli edifici e ridurre al minimo il tempo di ritorno dell'investimento iniziale.
mercoledì 11 settembre 2013
LE Pompe di Calore rispetto ai sistemi convenzionali di riscaldamento
Le Pompe di Calore (pdc) sono delle valide alternative alla produzione di calore per via convenzionale perchè assicurano costi inferiori rispetto a qualsiasi combustibile fossile si prenda in esame
Oltre questo aspetto ne esiste un' altro ancora piu importante, cioè il fatto che le PDC emettono MENO CO2, a parita' di calore prodotto, rispetto a qualsiasi altro combustibile convenzionale.
Questo secondo aspetto e' molto importante perche' determina la possibilita' di ridurre drasticamente le emissioni serra, semplicemente cambiando la tipologia di produzione del calore.
L’Europa , con il “Climate action and renewable energy package" si è posta l’obiettivo di ridurre i consumi di energia primaria, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e accrescere il contributo di energia prodotta da fonti rinnovabili .
| Nell'ambito di questo programma le PDC possono assumere un ruolo importante, vista la forte incidenza sui consumi energetici globali che ha la produzione di calore e il condizionamento. Nei grafici qui di sotto si vedono come sono ripartiti i consumi energetici in Europa, divisi per settore. La tecnologia delle PDC e' consolidata ormai da molto tempo e il freno nel loro utilizzo e' piu' che altro determinato dai costi e dalle complessita' impiantistiche tipiche di queste installazioni. Tuttavia l'attuale progresso nel campo degli evaporatori e delle regolazioni elettroniche ( inverter e regolazioni climatiche ) ha permesso l'emergere di una tipologia di PDC che ha costi molto piu' contenuti e dall'implementazione molto semplice. |
Costi dei combustibili.
Ora entriamo nel dettaglio dei costi e vediamo quanto possiamo aspettarci di risparmiare utilizzando una PDC.
Abbiamo considerato i seguenti combustibili per fare il confronto e per ognuno abbiamo considerato il prezzo in vigore.
Essendo il costo del GPL molto variabile a seconda della provincia e del fornitore utilizzato, abbiamo promosso una campagna su alcuni forum per conoscere il prezzo pagato regione X regione ... I prezzi pervenuti variano da un minimo di 0,9 ad un massimo di 1,48 euro/Lt; abbiamo considerato un costo medio di 1,1 euro/Lt.
Abbiamo considerato i seguenti combustibili per fare il confronto e per ognuno abbiamo considerato il prezzo in vigore.
Essendo il costo del GPL molto variabile a seconda della provincia e del fornitore utilizzato, abbiamo promosso una campagna su alcuni forum per conoscere il prezzo pagato regione X regione ... I prezzi pervenuti variano da un minimo di 0,9 ad un massimo di 1,48 euro/Lt; abbiamo considerato un costo medio di 1,1 euro/Lt.
Anche per il Gasolio abbiamo considerato un costo di 1,10 euro/Lt, mentre per il Metano 0,85 euro/Mc.
TIPO DI COMBUSTIBILE COSTO POTERE CALORIFERO IN KW COSTO AL KWh
GAS METANO 0,85 €MC. 10 € 0,09
G.P.L. 1,1€/L.T. 7,3 € 0,15
GASOLIO 1,1€/L.T. 0,18 € 0,11
Energia Elettrica per PDC 0,18€/Kwh cop 3,5 € 0,05
Dall'ultima colonna in rosso deduciamo che il metano e' il combustibile meno costoso tra quelli convenzionali, ma una PDC con COP medio stagionale di 3,5 ( valore assolutamente alla portata di qualsiasi PDC aria/acqua nei climi Italiani ) e' gia' in grado di fare meglio di un buon 45-50% .
Il paragone invece tra PDC e GPL o Gasolio, diventa addirittura imbarazzante e pone i costi di riscaldamento, usando questi 2 combustibili, tra il doppio e il triplo rispetto una moderna PDC.
martedì 10 settembre 2013
TECNOLOGIA AD ARIA CHE SOSTITUISCE IL GAS/GPL/GASOLIO PER IL RISCALDAMENTO DEI TERMOSIFONI E LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA.
- Quello che pochi anni fa era impossibile pensare oggi è realizzabile, sostituire una caldaia a gas/gasolio con una pompa di calore che utilizzando tutte le tubazioni esistenti in casa/ b&b /hotel, quindi senza demolizioni o lavori invasivi ti permette di utilizzare le energie rinnovabili (aria sole) a costo zero ed ottenere gli stessi risultati calorifici ma con costi decisamente vicino allo zero.
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